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Il carretto siciliano, un tempo il mezzo di trasporto più usato in Sicilia. Oggi uno dei simboli più rappresentativi del folklore della nostra Isola.
Con la sua storia, gli intagli e le sgargianti decorazioni pittoriche è diventato un vero e proprio oggetto d'arte. Sempre più spesso lo vediamo accostato ad importanti eventi come sfilate, matrimoni e convegni, per rievocare l'atmosfera e il calore che si respirava un tempo nella nostra soleggiata Terra.

La ruota

La ruota


La ruota del carretto è una delle più importanti e complesse parti del carretto siciliano.
La ruota è composta da mozzo, raggi, curve e cerchioni.

Il mozzo (u mozzu) è la parte centrale della ruota, al cui interno si trova una boccola (usciola), un tronco di cono in ghisa che accoglie l’asse, che attraverso la rotazione emette un suono ritmico caratteristico che dava il tempo ai canti dei carrettieri. La parte esterna del mozzo è forata per accogliere i raggi.

I raggi (iammozzi) sono dodici. Quasi sempre arricchiti da fregi.
Alloggiano da una parte all’ interno del mozzo e dall’altra alle curve.

Le curve sono sei e vanno a formare il cerchio della ruota.
Ogni curva prevede due fori in cui si incastrano le parti alte dei raggi.
Sono impreziosite da bassorilievi ed intagli.

Il cerchione (u ciccu) è la parte ferrosa esterna che chiude la ruota.

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