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Il carretto siciliano, un tempo il mezzo di trasporto più usato in Sicilia. Oggi uno dei simboli più rappresentativi del folklore della nostra Isola.
Con la sua storia, gli intagli e le sgargianti decorazioni pittoriche è diventato un vero e proprio oggetto d'arte. Sempre più spesso lo vediamo accostato ad importanti eventi come sfilate, matrimoni e convegni, per rievocare l'atmosfera e il calore che si respirava un tempo nella nostra soleggiata Terra.
 

Salvatore Sperandeo

Salvatore Sperandeo

Salvatore Sperandeo


Salvatore Sperandeo, nasce nel marzo del 1935 a Termini Imerese, da un’umile famiglia: il papà è impiegato alle Poste e telegrafi e la mamma è casalinga.
Già da bambino​, Salvatore dimostra di avere una predisposizione innata per il disegno. Lui stesso ricorda un episodio avvenuto alle scuole elementari che è una prima rivelazione della sua dote artistica: Salvatore disegna la donzelletta del “Il sabato del villaggio” di Leopardi lasciando il suo maestro stupito dinnanzi a tanta bravura tanto da essere elogiato platealmente mentre il suo disegno viene portato in tutte le classi della scuola.
Alla tenera età, come si faceva un tempo, i bambini iniziavano ad andare a bottega, per imparare il “mestiere”. Era l’anno 1942 quando Salvatore insieme al suo papà si reca in una falegnameria. Da quel giorno l’amore per il legno non è più svanito. I primi anni sono quelli di “pile e maiddi” (lavatoi e madie), ma Salvatore fa presto a diventare mastro di bottega e iniziare la sua carriera di ebanista.
Dopo aver lavorato per i migliori ebanisti della città, apprende il mestiere in tutte le sue sfaccettature e in più ci mette tutto il suo estro e la sua creatività.
Tornato dalla leva militare, apre la sua bottega. Sono gli anni del boom economico e produce mobili su mobili. Dopo una breve esperienza al cantiere navale di Palermo, decide di riprendere l’attività di ebanista nella sua città, dove vive con la moglie e i suoi tre figli (Carmelo, Giuseppe e Antonella).

Affascinato dal carretto siciliano da quando ancora i carretti erano utilizzati come mezzi di trasporto, li guarda, li studia fino a farla diventare una vera passione. L’idea di realizzarne uno, tutto di sana pianta, nasce dopo che i due suoi piccoli figli tornano a casa con una vecchia carretta di commerciante rotta, ritrovata abbandonata per strada e gli chiedono di aggiustarla per giocare tra le strade del quartiere.
Sono gli anni Settanta quando inizia a realizzare piccoli carrettini siciliani fatti a regola d’arte, per continuare fino ad oggi a riempire il suo garage/museo con carretti, carrozze, sculture e dipinti.
Con gli anni Ottanta e l’avvento dei mobilifici industriali e la quasi totale scomparsa dell’artigianato, complice l’approdo della Fiat a Termini Imerese, Salvatore diventa operaio, ma anche in questa circostanza non perde la sua creatività, così inizia a far parte del gruppo del Circolo della Qualità per le proposte e le idee consigliate all’azienda.
La passione per l’arte e per il legno non si spegne mai e continua in questi anni a realizzare manufatti e dipinti, diventa grande amico di Salvatore Contino (in arte Tinosa) con cui nasceranno delle collaborazioni per l’arte del carretto siciliano.
Dal 2000 in pensione, continua a nutrirsi di arte. Oggi non risparmia consigli e lezioni ai nipoti ai quali ha trasmesso il grande amore per l’arte e la passione dei carretti siciliani.

Alessio Sperandeo

Salvatore Sperandeo jr

Fabrizio Russello